Benvenuto Visitatore ( Connettiti | Registrati )


  Reply to this topicStart new topicStart Poll

> Metodo Orberg
 
Davpal3
Inviato il: Martedì, 29-Apr-2008, 21:06
Quote Post


Advanced Member
***

Gruppo: Members
Messaggi: 319
Utente Nr: 2
Iscritto il: 12-Mar-2008



Pochi sanno che oltre al metodo cosiddetto "tradizionale" che viene comunemente usato per studiare il greco e il latino, esiste un altro metodo nato piuttosto recentemente chiamato Orber o "natura" con caratteristiche molto diverse. Il metodo Orberg si può definire un metodo induttivo, poiché si fonda non sullo studio di concetti astratti che poi devono essere messi in pratica sul testo, ma sullo studio del testo stesso da cui si deducono le regole della lingua. Esso si fonda essenzialmente sull' apprendimento mnemonico dei vocaboli e si può paragonare al metodo con cui si studiano le lignue straniere moderne. In pratica attraverso tale metodo lo studente dopo i cinque anni di studio sarebbe in grado di comprendere un testo in latino senza far uso del vocabolario, poiché conosce la maggior parte dei termini presenti nel testo. In realtà, per quanto possa sembrare strano, chi studia le lingue antiche con questo metodo non adopera quasi mai il vocabolario, neanche quando non conosce nulla delle lingue. Attraverso l'utilizzo di particolari testi, composti ad hoc, in cui si ripetono gli stessi termini, lo studente riesce ad apprendere in modo molto graduale un numero sempre maggiore di termini. Ad esempio, può apprendere 100 vocaboli nei primi 2 mesi. Nei due successivi ne apprende altri 100, aggiunti a quelli precedenti ed arriva già a conoscere 200 vocaboli. Attraverso l'ascolto e l'utilizzo dei vocaboli, nel corso degli anni lo studente apprende migliaia di vocaboli. Ciò permette, a quanto riferisce chi ha sperimentato questo metodo, agli studenti del quinto anno di riuscire a leggere una qualsiasi opera latina comprendendone il senso. Non traducendo, ma comprendendone il senso.
Infatti gli studenti che utilizzano tale metodo durante i cinque anni non sono chiamati a tradurre letteralmente, come siamo soliti fare, i testi, ma a riassumere il loro contenuto, al fine di mostrare d'aver compreso il senso del testo. A mio parere, un difetto del metodo "tradizionale" è che si ritiene che il fine dello studio debba essere la traduzione e non la comprensione. Traduzione e comprensione sono due cose del tutto diverse. Credo che sia capitato a tutti di comprendere il senso di una frase ma di non saperla rendere in italiano. Ma il fine dello studio della lingua deve essere la comprensione della stessa, non di certo la traduzione. Lo studente, alla fine dei cinque anni, deve saper comprendere il latino o il greco, non diventarne un traduttore. Spesso, per non dire sempre, si fa molta attenzione a come viene resa la traduzione, che è la cosa meno importante. Ciò che è davvero importante è verificare che lo studente abbia compreso il testo, non importa se si è attenuto letteralmente al testo o se lo ha reso in maniera del tutto libera, purché il significato del testo non sia frainteso, ovviamente. Si può obiettare che lo studio delle lingue include anche la capacità di saper tradurre in maniera appropriata. A mio parere, questa è una giustificazione utilizzata per dare un ulteriore fine allo studio delle lingue, poiché l'obiettivo di comprensione del testo molto spesso non viene raggiunto.

In effetti, io credo che chiunque studi le lingue antiche con il metodo tradizionale si renda conto che non si tratta di un buon metodo. Non sono sicuro che il metodo Orberg possa risolvere ogni problema, non avendolo sperimentato di persona, ma sono sicuro che il metodo tradizionale non permette, dopo uno studio di cinque anni, di comprendere le lingue antiche. Credo che ciò si possa facilmente desumere dall'esperienza di noi tutti. Per tradurre una versione di poche righe siamo costretti a portare con noi un enorme vocabolario che pesa sei-sette chili. per tradurre 10 righe di versione ci vuole un'ora di tempo. Forse impegnandosi a fondo si riesce a tradurre quindici righe in un'ora. Come è possibile tradurre un'intera opera latina a tali ritmi? Diventa un' impresa immane anche tradurre piccole opere. Perdipiù è interessante notare che agli esami di Stato si richiede ad ogni studente, ormai esperto traduttore avendo studiato per cinque anni, di tradurre massimo venti righe in un tempo massimo di 4 ore. Cinque righe a ora. Anche ammesso che gli studenti riescano a tradurre la versione, cosa piuttosto rara, non ci si può certo gloriare d'aver tradotto in 4 ore un testo così piccolo! La versione degli esami di Stato dovrebbe rappresentare l'obiettivo finale di cinque anni di studio, ma è evidente che se in tanti anni di studio si è in grado solo di tradurre diverse righe in alcune ore, c'è qualcosa che non va.


--------------------
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. Ma la colpa non è lo specchio: è di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
PMEmail Poster
Top
 
dado
Inviato il: Mercoledì, 24-Set-2008, 18:12
Quote Post


Newbie
*

Gruppo: Members
Messaggi: 5
Utente Nr: 89
Iscritto il: 24-Set-2008



Personalmente, considero il metodo "tradizionale" un buon metodo. Buono,però, per chi non fa del latino e del greco un'ora ( o meno) di traduzione la settimana.
Penso che questo metodo sia migliore dell'Orbeg proprio perchè, dopo tanti esercizi, non ti consente solo di capire il significato globale del testo che hai davanti,ma di elaborare direttamente la traduzione.
Un buon traduttore, a mio parere,è soprattutto chi sa rendere,con le giuste parole, il testo in italiano.
Una settimana fa, ho affrontato il test d'ingresso alla facoltà di lettere classiche di Palermo.Posso subito dirti che, se durante i 5 anni di liceo, non avessi tradotto la media di 5-6 versioni a settimana, di certo avrei avuto molti problemi a saper rispondere correttamente alle domande.
Il metodo è quello che ti danno i professori.
Se oggi ho una buona preparazione in latino, lo devo senz'altro a me stesso ,ma anche alla mia amatissima professoressa La Rosa.
Lei mi ha insegnato a tradurre. Con il metodo che tu chiami "tradizionale".
PMEmail Poster
Top
Adv
Adv














Top
 
berante
Inviato il: Giovedì, 25-Set-2008, 14:14
Quote Post


Advanced Member
***

Gruppo: Members
Messaggi: 161
Utente Nr: 14
Iscritto il: 22-Mar-2008



Resta sempre il fatto che per tradurre un testo col metodo "tradizionale" impieghi una quantita' di tempo spropositata se confrontata col tempo di traduzione di una lingua straniera moderna.


--------------------
Charyou tree
PM
Top
 
Davpal3
Inviato il: Giovedì, 25-Set-2008, 22:17
Quote Post


Advanced Member
***

Gruppo: Members
Messaggi: 319
Utente Nr: 2
Iscritto il: 12-Mar-2008



QUOTE (dado @ Mercoledì, 24-Set-2008, 17:12)
Personalmente, considero il metodo "tradizionale" un buon metodo. Buono,però, per chi non fa del latino e del greco un'ora ( o meno) di traduzione la settimana.
Penso che questo metodo sia migliore dell'Orbeg proprio perchè, dopo tanti esercizi, non ti consente solo di capire il significato globale del testo che hai davanti,ma di elaborare direttamente la traduzione.
Un buon traduttore, a mio parere,è soprattutto chi sa rendere,con le giuste parole, il testo in italiano.
Una settimana fa, ho affrontato il test d'ingresso alla facoltà di lettere classiche di Palermo.Posso subito dirti che, se durante i 5 anni di liceo, non avessi tradotto la media di 5-6 versioni a settimana, di certo avrei avuto molti problemi a saper rispondere correttamente alle domande.
Il metodo è quello che ti danno i professori.
Se oggi ho una buona preparazione in latino, lo devo senz'altro a me stesso ,ma anche alla mia amatissima professoressa La Rosa.
Lei mi ha insegnato a tradurre. Con il metodo che tu chiami "tradizionale".

Un qualsiasi studente d'inglese, di francese, di spagnolo, o di qualsiasi altra lingua contemporanea ha un unico obiettivo: comprendere quella lingua straniera. Comprendere una lingua straniera significa mettersi davanti un qualsiasi testo in quella lingua e, semplicemente, capirne il senso. Subito.
Lo studente liceale di lingue antiche a quale obiettivo può aspirare comunemente con il metodo tradizionale? Se tutto va bene, di fronte a un testo latino (o greco) lo studente aspira prima di tutto a trovare un tavolo e una sedia dove sedersi, poi ad avere con sè un volume di diversi chili ed infine ad avere un'oretta da perdere in tranquillità.
Però lui traduce, eh? Mica comprende e basta.


--------------------
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. Ma la colpa non è lo specchio: è di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
PMEmail Poster
Top
 
dado
Inviato il: Giovedì, 09-Ott-2008, 17:28
Quote Post


Newbie
*

Gruppo: Members
Messaggi: 5
Utente Nr: 89
Iscritto il: 24-Set-2008



Io penso che il problema del tempo sia legato soprattutto ai primi anni,quando ancora non si ha una certa dimestichezza col vocabolario. Dopo almeno due anni di traduzione al ginnasio,si presuppone che gli alunni arrivino alla prima classe liceale con buone capacità traduttive e che abbiano imparato una quantità di vocaboli tale da essere indipendenti dal vocabolario,cosa che non accade mai(o quasi).

PMEmail Poster
Top
 
Davpal3
Inviato il: Giovedì, 09-Ott-2008, 17:32
Quote Post


Advanced Member
***

Gruppo: Members
Messaggi: 319
Utente Nr: 2
Iscritto il: 12-Mar-2008



QUOTE (dado @ Giovedì, 09-Ott-2008, 16:28)
Io penso che il problema del tempo sia legato soprattutto ai primi anni,quando ancora non si ha una certa dimestichezza col vocabolario. Dopo almeno due anni di traduzione al ginnasio,si presuppone che gli alunni arrivino alla prima classe liceale con buone capacità traduttive e che abbiano imparato una quantità di vocaboli tale da essere indipendenti dal vocabolario,cosa che non accade mai(o quasi).

Diciamo mai, se è vero che anche alle gare nazionali non c'è un solo studente che non si porti il vocabolario e non traduca per almeno 3-4 ore un testo di (esageriamo) 25 righe.


--------------------
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. Ma la colpa non è lo specchio: è di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
PMEmail Poster
Top
 
dado
Inviato il: Lunedì, 17-Nov-2008, 18:01
Quote Post


Newbie
*

Gruppo: Members
Messaggi: 5
Utente Nr: 89
Iscritto il: 24-Set-2008



Può sfuggire a tutti un significato inusuale di un vocabolo. Non per questo bisogna dire che chi partecipa ad una gara nazionale di traduzione sia legato al dizionario. Il portarselo dietro è semplicemente una sicurezza: se in una frase c'è un verbo a cui non so attribuire il giusto significato, quale aiuto migliore di quello del dizionario? Sic et simpliciter.
E' assurdo,poi,paragonare la durata di un compito in classe(2 ore) ,di solito alla portata dei più, con quella di una prova seria e impegnativa come una gara nazionale.E' ovvio che in una gara,ad ogni minimo dubbio, si consulta il dizionario,proprio per l'importanza della stessa,e si legga e rilegga mille volte il brano prima di scrivere una parola.Tu fai la stessa cosa in un normale compito?
PMEmail Poster
Top
 
Davpal3
Inviato il: Lunedì, 17-Nov-2008, 20:45
Quote Post


Advanced Member
***

Gruppo: Members
Messaggi: 319
Utente Nr: 2
Iscritto il: 12-Mar-2008



QUOTE (dado @ Lunedì, 17-Nov-2008, 17:01)
Può sfuggire a tutti un significato inusuale di un vocabolo. Non per questo bisogna dire che chi partecipa ad una gara nazionale di traduzione sia legato al dizionario. Il portarselo dietro è semplicemente una sicurezza: se in una frase c'è un verbo a cui non so attribuire il giusto significato, quale aiuto migliore di quello del dizionario? Sic et simpliciter.
E' assurdo,poi,paragonare la durata di un compito in classe(2 ore) ,di solito alla portata dei più, con quella di una prova seria e impegnativa come una gara nazionale.E' ovvio che in una gara,ad ogni minimo dubbio, si consulta il dizionario,proprio per l'importanza della stessa,e si legga e rilegga mille volte il brano prima di scrivere una parola.Tu fai la stessa cosa in un normale compito?

No, ma è per me comunque indispensabile.
In ogni caso, la realtà mi sembra tanto chiara che stare a discutere sulle sottigliezze è inutile. Il punto è che in questo momento io non sono in grado di prendere un' opera latina (non parliamo del greco...) e di tradurla, sic et simpliciter. Devo avere un vocabolario enorme e concentrarmi molto per tradurre poche righe in moltissimo tempo. In sostanza, io non sarei in grado (e l'ho provato) di leggere un'opera latina, dovrei sempre ricorrere ad una traduzione di altre persone. Siccome non mi sembra che il mio livello sia di molto inferiore rispetto a quello degli altri, allora credo che il problema non sia proprio mio, ma del metodo. Non capisco la difficoltà ad accettare che questo metodo sia fallimentare. A meno che qualcuno non mi dica di saper tradurre agevolmente e senza un continuo ricorso al vocabolario un'opera latina. Chiaramente parlo di uno studente liceale. Ma anche se ci fosse, resterebbero tutti gli altri, che non sono in grado di farlo e allora forse sarebbe opportuno cambiare il metodo.


--------------------
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. Ma la colpa non è lo specchio: è di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
PMEmail Poster
Top
Utenti totali che stanno leggendo la discussione: 1 (1 Visitatori e 0 Utenti Anonimi)
Gli utenti registrati sono 0 :

Topic Options Reply to this topicStart new topicStart Poll

 



[ Script Execution time: 1.2424 ]   [ 20 queries used ]   [ GZIP Abilitato ]