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> Perchè dio ci ha creato?, Il vangelo socondo i ragazzi del Secusio
 
Dio ci ha creati perchè:
per farci pascolare le sue pecore. [ 5 ]  [55.56%]
per adorarlo e glorificarlo per tutti i secoli dei secoli [ 0 ]  [0.00%]
amen. [ 1 ]  [11.11%]
perchè si sentiva solo. [ 1 ]  [11.11%]
perchè ci vuole bene. [ 0 ]  [0.00%]
per vederci morire. [ 0 ]  [0.00%]
non lo so e non voglio saperlo. [ 2 ]  [22.22%]
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Inviato il Mercoledì, 21-Mag-2008, 13:45
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QUOTE (berante @ Martedì, 20-Mag-2008, 10:07)
edit: la dimostrazione che Dio esiste e' razionale, non e' una favola.

razionale? cosa? come fai a dire che la dimostrazione dell'esistenza di dio è razionale?


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"Colera sottobraccio ha un pacco da sei birre
ed il diritto di sedersi dove può
a dar la nanna, un po' ad un altro brutto giorno,
se se la prende bene fischia e te ne offre un pò"
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Davpal3
Inviato il Mercoledì, 21-Mag-2008, 19:17
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Visto che la situazione si sta un po' arenando (ancora c'è chi definisce un qualsiasi tentativo di dimostrare l'esisetnza di Dio irrazionale, pur no facendo alcun riferimento al tentativo stesso), credo sia interessante prendere in considerazione un filosofo che spesso, purtroppo, non si studia al liceo: Blaise Pascal. Egli afferma, secondo me giustamente, che non vi è (nè secondo me Dio lo potrebbe permettere) una dimostrazione chiara ed evidente di Dio. Tuttavia, l'esistenza di Dio non è affatto irrazionale, ma anzi ragionevole. L'esistenza di Dio si può paragonare ad alcuni principi matematici, di per sè indimostrabili, ma ritenuti ragionevolmente veri. Ad esempio, l'infinità dei numeri. Su molti principi indimostrabili si fondano le scienze matematiche.
Pascal attribuisce comunque grande importanza alla parte intuitiva dell'uomo, che gli permette di "sentire" anche ciò cui la ragione non peviene. Questa parte è detta da Pascal "cuore", ma non deve intendersi come qualcosa di irrazionale, poiché anzi risulta lo strumento attraverso il quale comprendiamo i principi primi, nonché Dio.
Concludo parlando della famosca scommessa su Dio ideata da Pascal che dovrebbe indurre chiunque a credere in Dio. Bisogna, però, specificare che essa era indirizzata più agli scettici che agli atei. Pascal parte dal presupposto che la ragione non riesce a comprendere se Dio esiste o no. Allora l'uomo può decidere tanto di credere quanto di non credere. Per capire quale delle due cose sia più vantaggiosa, suppone di credere. In tal caso la posta in gioco e la sua vita e il possibile premio è rappresentato da una vita eterna. Già sarebbe un affare puntare la propria vita per ottenerne altre due o tre, ma se il premio risulta essere una vita eterna, non ci può essere alcuna esitazione. Quindi, se si vince la scommessa, si è ottenuto un premio infinito con una posta finita. Se, invece, la scommessa si perde, cosa perde l'uomo? Dei piaceri finiti e perdipiù viziosi, poiché ha condotto la vita secondo i principi cristiani.


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"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. Ma la colpa non è lo specchio: è di chi ci sta davanti" Enzo Biagi
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Inviato il Martedì, 27-Mag-2008, 23:50
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QUOTE (Davpal3 @ Mercoledì, 21-Mag-2008, 19:17)
Visto che la situazione si sta un po' arenando (ancora c'è chi definisce un qualsiasi tentativo di dimostrare l'esisetnza di Dio irrazionale, pur no facendo alcun riferimento al tentativo stesso), credo sia interessante prendere in considerazione un filosofo che spesso, purtroppo, non si studia al liceo: Blaise Pascal. Egli afferma, secondo me giustamente, che non vi è (nè secondo me Dio lo potrebbe permettere) una dimostrazione chiara ed evidente di Dio. Tuttavia, l'esistenza di Dio non è affatto irrazionale, ma anzi ragionevole. L'esistenza di Dio si può paragonare ad alcuni principi matematici, di per sè indimostrabili, ma ritenuti ragionevolmente veri. Ad esempio, l'infinità dei numeri. Su molti principi indimostrabili si fondano le scienze matematiche.
Pascal attribuisce comunque grande importanza alla parte intuitiva dell'uomo, che gli permette di "sentire" anche ciò cui la ragione non peviene. Questa parte è detta da Pascal "cuore", ma non deve intendersi come qualcosa di irrazionale, poiché anzi risulta lo strumento attraverso il quale comprendiamo i principi primi, nonché Dio.
Concludo parlando della famosca scommessa su Dio ideata da Pascal che dovrebbe indurre chiunque a credere in Dio. Bisogna, però, specificare che essa era indirizzata più agli scettici che agli atei. Pascal parte dal presupposto che la ragione non riesce a comprendere se Dio esiste o no. Allora l'uomo può decidere tanto di credere quanto di non credere. Per capire quale delle due cose sia più vantaggiosa, suppone di credere. In tal caso la posta in gioco e la sua vita e il possibile premio è rappresentato da una vita eterna. Già sarebbe un affare puntare la propria vita per ottenerne altre due o tre, ma se il premio risulta essere una vita eterna, non ci può essere alcuna esitazione. Quindi, se si vince la scommessa, si è ottenuto un premio infinito con una posta finita. Se, invece, la scommessa si perde, cosa perde l'uomo? Dei piaceri finiti e perdipiù viziosi, poiché ha condotto la vita secondo i principi cristiani.

Ricordavo questo aspetto della filosofia di Pascal...Non condivido la sua concezione riguardo al "divertissement" e tu saprai a cosa mi riferisco
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condom
Inviato il Mercoledì, 28-Mag-2008, 17:56
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sorge altra domanda:
Perchè credere in Dio Trino e non in Allah vendicatore?
promettono entrambi la vita eterna.
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Davpal3
Inviato il Giovedì, 29-Mag-2008, 20:36
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QUOTE (condom @ Mercoledì, 28-Mag-2008, 16:56)
sorge altra domanda:
Perchè credere in Dio Trino e non in Allah vendicatore?
promettono entrambi la vita eterna.

Le tre principali religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo e islamismo) hanno delle radici comuni. Non solo i cristiani e gli ebrei condividono l'Antico Testamento, ma anche nel Corano vi sono episodi molto simili a quelli narrati nella Bibbia, pur con alcune varianti e Gesù è considerato un profeta, ma niente di più, dai musulmani. Credere nel cristianesimo piuttosto che nelle altre religioni è principalmente un atto di fede che deve però conformarsi alla ragione. E' un atto di fede perché bisogna credere che Gesù sia esistito e soprattutto che quello che egli diceva era vero. Ciò implica quindi che egli era Dio e che era lui quella persona preannunciata dai profeti che avrebbe salvato gli uomini. Questo rientra nel campo della fede. E' un atto di ragione perché il Dio cristiano è il Dio della misericordia, dell'amore, il Dio che invita ad amare i nemici, cosa quasi folle. Seguire i principi cristiani e quindi credere nel Dio cristiano è diverso dal credere nel Dio ebraico o in Allah e ciascuno, secondo la propria ragione oltre che la fede e quindi la Rivelazione, è libero di credere nell'uno e o negli altri.


La teoria del divertissement, a mio parere, è molto fondata. Essa, in poche parole, afferma che tutti gli uomini non fanno altro che impegnarsi in miriadi di attività per un solo scopo: non pensare a sè stessi e alla propria limitatezza. Disse infatti Pascal:"Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno risolto, per vivere felici, di non pensarci."


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Inviato il Giovedì, 29-Mag-2008, 23:09
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QUOTE (Davpal3 @ Giovedì, 29-Mag-2008, 20:36)
La teoria del divertissement, a mio parere, è molto fondata. Essa, in poche parole, afferma che tutti gli uomini non fanno altro che impegnarsi in miriadi di attività per un solo scopo: non pensare a sè stessi e alla propria limitatezza. Disse infatti Pascal:"Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno risolto, per vivere felici, di non pensarci."

Io mi riferivo al divertimento vero e proprio(che è legato a quello che tu hai affermato);mi ricordo che riguardo ad esso Pascal diceva che è inutile,proprio perchè non si risolvono i problemi; ma se tutti la pensassimo cosi la vita non avrebbe senso;saremmo tutti degli stoici...
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condom
Inviato il Venerdì, 30-Mag-2008, 16:33
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QUOTE (Davpal3 @ Giovedì, 29-Mag-2008, 20:36)
E' un atto di ragione perché il Dio cristiano è il Dio della misericordia, dell'amore, il Dio che invita ad amare i nemici, cosa quasi folle. Seguire i principi cristiani e quindi credere nel Dio cristiano è diverso dal credere nel Dio ebraico o in Allah e ciascuno, secondo la propria ragione oltre che la fede e quindi la Rivelazione, è libero di credere nell'uno e o negli altri.

Ma chi crede nelle altre religioni, per me cristiano, è una creatura Dio?
Per un musulmano io di chi sono creatura?
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Davpal3
Inviato il Domenica, 01-Giu-2008, 20:26
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QUOTE (condom @ Venerdì, 30-Mag-2008, 15:33)
QUOTE (Davpal3 @ Giovedì, 29-Mag-2008, 20:36)
E' un atto di ragione perché il Dio cristiano è il Dio della misericordia, dell'amore, il Dio che invita ad amare i nemici, cosa quasi folle. Seguire i principi cristiani e quindi credere nel Dio cristiano è diverso dal credere nel Dio ebraico o in Allah e ciascuno, secondo la propria ragione oltre che la fede e quindi la Rivelazione, è libero di credere nell'uno e o negli altri.

Ma chi crede nelle altre religioni, per me cristiano, è una creatura Dio?
Per un musulmano io di chi sono creatura?

Non ho capito bene le domande.


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Inviato il Giovedì, 18-Set-2008, 12:41
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Un insegnante di sostego per favoreeee!!??
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